Comune di Casalvecchio Siculo

È un piccolo centro fondato  in epoca bizantina dai monaci provenienti dalla Siria e dall’Egitto, con il nome di Palachorìon che significa vecchio (palaion) casale (korion). Il paese, che conserva alcuni tratti urbanistici islamici, offre diversi punti panoramici di straordinaria suggestione. Nel cuore dell’abitato sorge la settecentesca chiesa Madre dedicata a Sant’Onofrio, all’interno della quale è possibile ammirare un artistico soffitto a cassettoni, una Epifania del Camarda (1626) e un pregevole altare marmoreo. Nella canonica è allestito un piccolo museo che custodisce fra l’altro una bella pala d’altare del 1497 con San Nicolò in cattedra. Interessanti sono anche le chiese di San Nicolò, dell’Annunziata e di San Teodoro con l’annesso convento degli Agostiniani Scalzi. Il borgo si caratterizza anche per la presenza di numerose sorgive e fontane storiche come l’Acqua Ruggia  del XII secolo. A breve distanza dal paese si trova uno dei più importanti monumenti siciliani di epoca bizantina: la chiesa basiliana dei SS Pietro e Paolo d’Agrò.

La costruzione della Chiesa dei SS Pietro Paolo sarebbe iniziata intorno al 1116 secondo il diploma del re Ruggiero e ricostruita per conto del catecumeno Teostericto, nel 1172 dal proto mastro Girardo il Franco, come da epigrafe in greco incisa sullo pseudo-architrave del portale d’ingresso. Successivamente, nel corso del XVI secolo, la chiesa subì varie trasformazioni, che tuttavia, non intaccarono il primitivo impianto. Il monastero fu definitivamente abbandonato nel 1794.  l’abbazia è uno dei più importanti monumenti siciliani. L’edificio mostra un prospetto esterno particolarmente interessante per la combinazione di mattoni, arenaria, cacare e pietra lavica che creano un effetto cromatico. L’interno a tre navate, divise da archi acuti, presenta due cupole lungo l’asse centrale: la prima è ondulata a spicchi, la seconda in prossimità del transetto, è a pianta ortogonale. (“Soggiornare in Val  d’Agrò” n. 1)